Mentre il corporate blogging va affermandosi dentro e fuori i confini statunitensi, trovando terreno fertile persino in Giappone, si moltiplicano nella rete i consigli degli esperti e le guide aziendali per sfruttare al meglio e senza troppi rischi questa nuova piattaforma di comunicazione.
L’ottima Toby Bloomberg ci propone sul suo blog Diva Marketing una selezione di 11 link seguendo i quali potrete apprendere molto sul perché e sul come usare il blogging aziendale per migliorare il vostro business. Per facilitarvi le cose ve li riporto qui sotto.
Fatene buon uso.
Links To Corporate Blogging Guidelines & Suggestions (by Diva Marketing)
Scobleizer
CorporateBloggingBlog
Thomas Nelson Publishers
BusinessLogs
Sun Policy on Public Discourse
Ray Ozzie's Weblog
Business Blog Consulting
MSNsearch
PR Opinions
scale/free
Charlene Li, Forrester
Siete blogger pieni d’iniziativa ma il vostro provider non vi garantisce le risorse hardware, i servizi e il supporto tecnico necessari a realizzare il vostro vlog nuovo di zecca?
Non disperatevi. Ourmedia vi offre (gratis) tutto ciò di cui avete bisogno: “Free storage and free bandwidth for your videos, audio files, photos, text or software. Forever. No catches”.
Se invece non avete idea di cosa sia un vlog, o video blog, ma la curiosità non vi manca, fareste bene a leggere i due articoli di Michael Rogers “Ready for your close-up? Here come the vlogs” e “Vlogs: Next big thing or niche experiment?”. Vi aiuteranno a capire il fenomeno, le sue potenzialità e criticità.
L’Invincibile Armada di Jason Calacanis, con i suoi 75 blog dedicati quasi ad ogni branca dello scibile umano, sembrerebbe malata di gigantismo.
Sono infatti alcuni giorni che i server di Weblogsinc gridano vendetta impedendo l’accesso ai singoli blog o rendendolo comunque insopportabilmente lento. A parte il fatto che “anche i ricchi piangono”, la vera notizia risiede tuttavia nel modo in cui il vecchio Jason sta gestendo la questione a livello di immagine, armato di un sincerità quasi brutale nei confronti dei lettori.
Leggete i due post “We suck” e "We Still Suck” e capirete cosa intendo. Secondo voi, fa bene o male?
Infoworld ha pubblicato un interessante ed esaustivo servizio di Michele Delio, intitolato “Enterprise collaboration with blogs and wikis”, nel quale viene mostrato come molte aziende americane stiano adottando questi nuovi strumenti per promuovere il dialogo tra gli impiegati, con i clienti e con il pubblico in generale.
Ecco un breve estratto: “Per facilitare lo scambio di informazioni e organizzare le stesse in archivi di facile consultazione, compagnie come Cisco, Disney, Hewlett-Packard, General Motors, IBM, Intel, Microsoft, Nokia, Novell, e Yahoo stanno adottando una nuova generazione di strumenti per la collaborazione: Blogs e Wikis. Entrambi sono utili per colmare le lacune tipiche dei sistemi di scambio delle informazioni tradizionali”.
Il pezzo è un po' lunghetto, ma fossi in voi gli darei una letta.
(Via MoonWatcher)
(Via Robin Good)
Se la vostra dipendenza dalle Really Simple Syndications è ormai tale da causarvi ansia ogni qual volta vi troviate lontano dal vostro computer, Feedbeep ha la soluzione che fa per voi: un servizio (a pagamento) capace di inviare newsfeed RSS sul vostro telefonino sotto forma di SMS .
L’azienda di Santa Cruz ha infatti stipulato un accordo con PubSub, l’aggregatore che monitora oltre 9 milioni di sorgenti Internet, mettendo in piedi un sistema che scandaglia la blogosfera usando la ricerca per keyword e inoltrando le notizie compatibili con l’interesse dell’utente iscritto sotto forma di alert su cellulare.
Il servizio è destinato espressamente ai “professionisti delle Pubbliche Relazioni ed ai reporter”, tutta gente costretta ad essere sempre in giro per lavoro, quindi dateci uno sguardo prima di acquistare un costoso smartphone con RSS reader incorporato.
Tom Murphy, blogger di Pr Opinions, ha lanciato per il secondo anno consecutivo un interessante sondaggio on line che indaga gli effetti delle nuove tecnologie e di internet sul mondo delle Public Relations.
Tutti gli operatori e gli esperti di settore del mondo sono invitati partecipare: dieci minuti sono più che sufficienti per compilare l’apposito questionario messo on line da Murphy. Se poi volete capire meglio di cosa si tratta, potete anche consultare i risultati dello scorso anno. Un rapporto dettagliato sull’iniziativa in corso sarà invece reso pubblico dopo Pasqua (quando il vecchio Tom sarà rientrato dalle vacanze).
Prendete carta e penna.
Il futuro del blog, specie se commerciale, è raggiante. Parola degli accademici statunitensi in forze alla Wharton School, presso l’università della Pennsylvania, che in un recente articolo analizzano lo stato attuale della blogosfera, si interrogano sul domani e si dicono certi di due cose: “Blogging will remain disruptive to the traditional media, and new uses will surface”.
Vi consiglio di dargli una letta.
(Via Blog Business World)
Sono a caccia di web orrori. Mi spiego: navigando in rete è facile scovare siti istituzionali, politici, commerciali, di comunicazione che dovrebbero essere funzionali, immediati e (perché no?) belli a vedersi ma che invece fanno rivoltare lo stomaco.
Spesso non sono solo brutti o caotici, ma anche arroganti per l'uso massiccio di tecnologie complicate ed inutili, ridondanti fino ad essere barocchi.
Tutto questo deve finire. Questa gente deve capire che non può investore fior di euro in progetti nati vecchi e geneticamente inutili per poi ottenere l'unico risultato di far incazzare gli utenti.
Per questo vi invito (cari i miei 25 lettori) a segnalare al sottoscritto le "offese al pubblico decoro" che incontrate durante la vostra proficua navigazione. Naturalmente c'è spazio anche per quelli che secondo voi sono esempi da seguire. In entrambi i casi, sarò lieto di andare a vedere di che cosa si tratta e di dire la mia. Con classe e misura, ma senza pietà.
Se l'iniziativa vi piace e prende piede, sarò lieto di aprire una rubrica apposita da aggiornare con continuità.
A voi la parola.